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Con il termine Previdenza si indica il mondo complesso e un po’ misterioso della pensione, cioè del reddito differito che consente a noi tutti di sopravvivere dopo l’uscita dal mondo del  lavoro.
Il sistema pensionistico italiano prevede una previdenza pubblica (obbligatoria) e una privata (complementare).
La previdenza pubblica (talvolta indicata come AGO – Assicurazione Generale Obbligatoria), nel settore privato, s’identifica con l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale).
La previdenza complementare ha invece un’estrema varietà di forme, diverse per settori ed aziende.
In generale gli ordinamenti pensionistici si dividono in due fondamentali sistemi tecnico-finanziari di reperimento delle risorse: a ripartizione e a capitalizzazione.
Per sistema a ripartizione s’intende un meccanismo di bilancio in cui i contributi dei lavoratori attivi si usano per pagare le pensioni ai lavoratori in quiescenza; si tratta del metodo più usato nei sistemi pensionistici pubblici obbligatori. L’INPS adotta il sistema a ripartizione.
Il metodo a ripartizione ovviamente subisce le oscillazioni del dato occupazionale, del livello retributivo degli assicurati e dell’andamento demografico di un paese.
Il sistema è comunque considerato il più adatto per la previdenza generale perché, con una attenta politica di gestione, il flusso dei contributi costante assicura il pagamento degli assegni previdenziali, mentre troppo alti sarebbero i rischi legati al rendimento degli investimenti per un sistema di previdenza sociale diffusa.
Il metodo a capitalizzazione,  nei quali i contributi dello stesso lavoratore beneficiario accantonati e investiti vengono utilizzati per pagare la rendita al momento del pensionamento, è destinato generalmente alle  pensioni complementari, che non hanno carattere solidaristico e consentono di integrare il reddito già garantito dalla pensione pubblica.
La Previdenza, in particolare quella generale, è una delle più grandi conquiste del mondo del lavoro: una scelta di solidarietà inter-generazionale che affronta con il contributo di chi lavora il rischio di chi non può più lavorare (per età o per invalidità).
La pensione non è un balzello né un tardivo risarcimento di uno Stato interessato ad una equità solo formale, ma una prestazione della cui solidità il futuro pensionato è il primo costruttore.

Le domande più frequenti

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