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29/01/2013

Mps, Megale: pronti ad un passo in avanti con gli altri sindacati

L'Unità intervista il Segretario Generale

Mps, Megale: pronti ad un passo in avanti con gli altri sindacati

«Non abbiamo scheletri nell’armadio, è dal 2011 che, assieme al sindaco Ceccuzzi, chiedevamo un cambio del management. Ora però serve un passo avanti: ritroviamo l’unità sindacale per chiedere chiarezza all’azienda e soprattutto nuove regole per un sistema trasparente che tuteli lavoratori e risparmiatori».

Agostino Megale, segretario della Fisac Cgil un mese fa non ha firmato (unico sindacato confederale) l’accordo quadro con i vertici di Mps. Da quel giorno fin troppa acqua è passata sotto i ponti. Megale,viaccusanodifarpartedel«sistemaSiena ». Cosa risponde?

«Assolutamente no. Già due anni fa chiedevamo le dimissioni dei vertici, a partire da Mussari, e denunciavamo il tourbillon di debito che stava gravando sul terzo gruppo bancario italiano. Noi siamo sempre stati per il cambiamentoe l’innovazione, per chiamare a Siena competenze esterne. Nonè accettabile utilizzare la vicenda Mps e i 30mila suoi lavoratori per fare una speculazione contro la sinistra con intenti populistici ed antipolitici ».

Però un mese fa avete bocciato il piano Profumo-Viola perché prevedeva esternalizzazionie mille esuberi...

«Nonostante il consenso avuto fra i dipendenti per quella scelta, ora la drammaticità della situazione impone a tutti di fare un passo avanti. Con gli altri sindacati dobbiamo chiedere che l’azienda ci convochi e illustri la situazione per quella che è, per procedere al risanamento della banca puntando alla tutela occupazionale e facendo scendere la quota di controllo della Fondazione».

Voi sareste favorevoli ad un commissariamento di Mps?

«No, chi parla di commissariamento lo fa solo perché punta a spezzettare la banca nei prossimi anni. Fu Tremonti a proporlo nel 2003 e lo fece perché la Lega voleva entrare nel settore bancario. Può servire invece aumentare i poteri del presidente Profumo e dell’ad Viola».

Non rischiamo altri casi Montepaschi nei prossimi mesi?

«Guardi, noi non siamo in grado di avere informazioni a proposito,maè un fatto che nel 2012 abbiamo chiuso 12 accordi sindacali per un totale di 20mila esuberi. L’aspetto positivo è che le banche italiane hanno un livello di derivati (400 miliardi circa) molto più basso delle stesse banche tedesche (1.200 miliardi). Quello negativo è che nel nostro Paese la governance e la trasparenza è molto minore».

Come uscirne dunque?Come Cgil presenterete una proposta...

«Sì, entro il 10 febbraio. Unpiano in sette punti: «Le banche al servizio dell’Italia e del lavoro». Per prima cosa fissare limiti quantitativi alla presenza dei derivati nei portafogli delle banche e, soprattutto, ripristinare in Consob l’area che studiava gli scenari di rischio, inopinatamente cancellata. Poi riattivare gli investimenti e crediti alle imprese diminuendo il differenziale di interessi e costi con il resto d’Europa»


 
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